Dove investire

Dove investire oggi i soldi con i tassi bassi?

Tassi di interesse bassi, obbligazioni e titoli di stato che non rendono più come una volta, banche in difficoltà, mercati finanziari ballerini, sono queste le condizioni in cui oggi il risparmiatore si trova e che lo rendono sfiduciato e disorientato al punto che si chiede: dove investire oggi i soldi? Non è meglio metterli sotto il materasso o sotto il mattone?

Prima di capire dove investire i soldi, capiamo perché i tassi di interesse sono scesi e come puoi approfittarne da questo scenario.

Le recenti decisioni della Banca Centrale Europea (BCE) per stimolare l’economia hanno come obiettivi:

  1. far ripartire l’economia in Europa;
  2. far aumentare l’inflazione, ovvero i prezzi.

Per cercare di raggiungere questi obiettivi la BCE ha deciso di inondare il sistema economico di liquidità attraverso delle misure straordinarie.

L’eccessiva liquidità che arriverà sul sistema economico dovrebbe, in teoria, indurre a far girare i soldi e far crescere l’inflazione, perché dalla sua crescita dipenderà anche la crescita dei ricavi delle aziende, l’occupazione e una ripresa maggiore.

Quindi in questo momento il nemico da battere sono i prezzi bassi.

Come puoi vedere nel grafico seguente, è dal 2008 che l’inflazione in Italia prima è scesa, poi è salita, per poi iniziare il declino a partire dal 2012.

Inflazione Italia
Questa diminuzione dei prezzi però è negativa per l’intera economia perché vengono rinviati gli acquisti.
Se tu ti aspetti che i prezzi scendano non compri e aspetti che scendono ancora di più.
Quindi non spendendo, girano meno soldi e l’economia si ferma.

Proprio per evitare questo circolo vizioso, la BCE ha adottato delle misure straordinarie per creare le condizioni della ripresa.

Ripresa che però passa dalle famiglie e dalle imprese le quali, potendo avere dei prestiti dalle banche, possono investire nell’economia reale, assumere manodopera per produrre, pagare gli operai che a loro volta si comprano parte di quello che viene prodotto e così la ruota riparte a girare.

Dall’inizio della crisi del 2008 in Italia c’erano 1,5 milioni di disoccupati, oggi sono il doppio. Questo vuol dire tante persone che non spendono perchè non hanno certezza del domani.

Disoccupazione Italia

Man mano però che le aziende inizieranno ad investire nell’economia ed inizieranno ad assumere, scenderà il numero di disoccupati. Ci saranno così più persone che percepiranno un reddito che potranno spendere per comprare la pizza in più, un paio di jeans in più, un viaggio in più, ecc.. e l’economia ne beneficerà.

Ma tutto ciò cosa centra con il risparmiatore e su dove investire i risparmi?

L’eccesso di liquidità che c’è in questo momento e si prevede che ce ne sarà di più, crea per il risparmiatore e per le sue scelte d’investimento uno scenario nuovo.

Per anni le abitudini dei risparmiatori italiani sono state quelle di investire i soldi sui debiti delle aziende e dello Stato.
Le aziende emettevano Obbligazioni e lo Stato Titoli Pubblici (BOT, BTP, CCT) che i risparmiatori compravano quando andavano nella propria banca per investire.

Comprando un’obbligazione o un titolo di stato (BOT, BTP, CCT, ecc.) il risparmiatore non fa altro che comprare un pezzo di debito di un’azienda o di uno stato.

Oggi, con tutta la liquidità che la BCE sta immettendo sul mercato, i rendimenti delle obbligazioni e dei titoli di stato si sono ridotti drasticamente e sarà così per molto tempo.

In questo nuovo scenario il risparmiatore è disorientato, gli investimenti che era abituato a fare, oggi non rendono nulla e non sapendo dove investire i soldi per avere un maggiore rendimento, preferisce lasciarli  sul conto corrente.

La domanda che ricevo continuamente dai risparmiatori in questi tempi è sempre la stesssa:

Dove investire oggi i risparmi per avere un rendimento maggiore?

In un mercato con i tassi d’interesse a zero c’è un solo modo per dare valore agli investimenti: partecipare all’economia.

Se ti porti a casa una fettina dell’economia, il risparmio cresce e il tuo guadagno si basa sulla crescita dell’economia generale e non sui debiti (obbligazioni e titoli di stato) com’è stato finora.

“Ma io ero abituato ad andare in banca, compravo il mio bel BOT o BTP oppure la mia bella obbligazione e stavo tranquillo. Oggi tu mi stai dicendo che se voglio dare valore agli investimenti devo investire nell’economia?”

Ma come devo fare?

Per far ciò bisogna affidarsi al risparmio gestito, ovvero a società specializzate che investono nell’economia reale.

Lo so che hai sempre cercato sicurezza ed è proprio per questo che te ne parlo, perché in questo momento ci sono le condizioni affinchè l’economia reale potrà crescere in modo più sano.

Devi sapere che ogni crisi per qualcuno è una catastrofe e per altri un’opportunità.
In tempo di crisi, c’è chi piange e chi vende fazzolettini. 🙂 E’ una legge universale.
Dipende da te collocarti in una o nell’altra prospettiva.

Con l’arrivo della crisi del 2008, quelle aziende deboli, che non potevano dare garanzie, che dovevano fallire, sono fallite. Quelle rimaste sono le aziende sane e solide che hanno avuto la forza patrimoniale di superarla.

Tutta la liquidità che la BCE sta immettendo sul mercato prima o poi andrà a sfociare nell’economia reale.

Partecipando alla crescita economica potrai dare una redditività maggiore ai tuoi investimenti.

Questa è la regola generale.

Poi ci sono due eccezioni per cui le banche in questo momento ti possono dare un tasso di interesse alto:

  1. La banca che ha problemi finanziari ha necessità di dare un tasso più alto per convincere le persone a prestargli i soldi.
  2. Le Banche che lo fanno come strategia per poi reimpiegare man mano quella liquidità nel risparmio gestito.

Se ti stai chiedendo quale banca scegliere, il consiglio che ti posso dare è quello di scegliere banche del secondo caso, che adottano sia l’una che l’altra strategia.

3 commenti
  1. Roberto Cannata
    Roberto Cannata dice:

    Analisi scorrevole nella sua esplicazione, chiara nei termini ma “disattenta” nell’aspetto fiscale: se il privato non immette il proprio risparmio nell’economia reale è perché trova un freno nell’eccessiva tassazione che occupa tutto lo scenario economico e reddituale. In buona sostanza, il risparmiatore “frena” le sue scelte e disattende le “opportunità” che offre il mercato, perché non ha CERTEZZA che il suo risparmio, nella temporalità dell’investimento aggredito da una insaziabile tassazione diretta ed indiretta, possa essere sufficiente a garantirgli il godimento di una serena quotidianità. Lo Stato dev’essere compartecipe primario in questa fase diminuendo le tasse e riformando l’apparato burocratico. Uno Stato imbelle, saprofita, accidioso si trincera sul debito pubblico per dare risposte vacue. Ma i debiti si pagano con il lavoro e con il reddito derivante da esso e dal capitale. Se lo Stato continua a rastrellare e a fagocitare risorse sterilizza le iniziative private e l’economia tutta va in stand buy. Il privato ha paura, paura perché percepisce che gli si prospetta solo l’ombra che riflette la realtà delle cose e “non vedendoci” chiaro, tergiversa e si adagia nell’immobilismo più deleterio. DRAGHI (BCE) non potrà attivarsi all’infinito senza che, in parallelo, non ci sia il conforto di una politica adeguata e conseguenziale. O no?

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      • Salvatore Passè
        Salvatore Passè dice:

        Grazie Roberto per il tuo commento.
        Concordo con quello che hai scritto.
        L’argomento “tassazione fiscale” merita un articolo a se, ecco perchè non è stato affrontato.
        Comunque è vero che l’eccessiva tassasione fiscale è uno dei freni alla crescita economica.
        In più ti dico che gli stati virtuosi hanno capito che:
        • È meglio far pagare poco a tanti anziché tanto a pochi. 

        In Italia invece succede che:
        • Le aziende che vanno male chiudono, quelle che vanno bene se ne vanno. Vedrai che quanto prima le tasse li faranno pagare a 3 persone.
        Continua a seguirmi.
        A presto.

        Rispondi

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