sistema bancario italiano

Sistema bancario Italiano: luci e ombre di una disfatta

Qual’è la situazione del sistema bancario italiano? C’è da stare tranquilli così come ci viene detto? E se così fosse, perché le banche italiane continuano ad essere sull’onda del ciclone?

Da quando i risparmiatori hanno sentito che i clienti delle quattro banche salvate a novembre 2015 hanno perso i loro risparmi, i più intraprendenti hanno capito che mettere i soldi in una banca piuttosto che in un’altra non è la stessa cosa ed hanno iniziato a ricercare banche più solide; quelli meno intraprendenti invece sono andati a rompicollo nella loro banca a chiedere al direttore se l’istituto avesse problemi, “come se l’oste può dirti che il suo vino non è buono”.

Oggi qual’è la reale situazione del sistema bancario?

Il sistema bancario italiano, così come lo hai conosciuto e così come ha funzionato per molti secoli non funzionerà mai più allo stesso modo per tre motivi:

  1. Il modello di business è vecchio, oserei dire jurassico, con troppi costi fissi e utili in calo.
  2. Ci sono troppe banche.
  3. L’arrivo di Internet ha messo in ginocchio le banche tradizionali e sarà sempre peggio.

Le banche italiane da sempre sono state banche commerciali. Raccolgono soldi e li prestano alle imprese.
Le due fonti di guadagno che le banche avevano erano:

  • il commercio del denaro;
  • le commissioni sui servizi.

➢    Il commercio del denaro rendeva molto bene quando i tassi di interesse erano alti.

Per anni la banca ha vissuto per differenza tra tassi attivi e passivi.

Per farti un esempio, le banche facevano i prestiti al 10%,  invece a chi depositava i soldi davano il 2% e per differenza gli restava 8% di margine coi quali potevano pagare tutti i costi fissi e avere utili. Negli anni passati, se ti sarà capitato di chiedere un prestito alla banca, sicuramente ti sarai reso conto che i tassi erano molto più alti.

Oggi invece, con i tassi di interesse bassi, le banche prestano il denaro all’1 – 2%, ai risparmiatori danno in media l’1%, per differenza il loro ricavo è sceso, mentre i costi fissi sono sempre gli stessi e quindi non si portano a casa profitti, ma spesso perdite.

L’arrivo della crisi economica inoltre ha messo le aziende nelle condizioni di non poter pagare più i prestiti alle banche e questo ha inciso sui bilanci degli istituti di credito. Tanto che secondo i dati di Banca d’Italia, il volume delle sofferenze bancarie ha superato i duecento miliardi di euro.

Queste sofferenze bancarie, sono perdite che le banche hanno avuto.

sofferenze bancarie

 

➢    L’altra fonte di reddito per le banche sono le commissioni sui servizi.

Pensa che 15 anni fà un bonifico in una filiale costava anche 1€, oggi 5-6€. Le banche hanno aumentato le loro commissioni a dismisura pur di avere dei ricavi.

L’arrivo di Internet però ha messo le banche in difficoltà.

Oggi grazie a Internet sempre meno persone vanno in banca per fare bonifici e operazioni varie, poichè li fanno autonomamente da casa, lasciando così le filiali sempre più deserte e vuote. Questa situazione per il cliente rappresenta un risparmio, di tempo e di denaro,  per le banche invece è un crollo dei ricavi, i quali vengono mangiati dai costi di strutture e personale che stanno diventando sempre meno sostenibili per gli istituti.

Le banche hanno sottovalutato il fenomeno internet. Pensavano che fosse un gioco per ragazzi, che sarebbe passato di moda e non hanno fatto nulla per aggiornarsi. Sono arrivati in ritardo e impreparati alla digitalizzazione.

Cosa hanno fatto invece? Hanno continuato ad aprire filiali e assumere personale.
Questa è la situazione delle banche e degli sportelli in Italia.

sistema bancario italiano

Di la verità, lo sapevi che in Italia c’erano 646 banche al 31 dicembre 2015? E che solo nel 2007 erano 806? Te lo saresti immaginato?

Come vedi dal grafico, dal 1996 al 2008 piuttosto che investire sull’innovazione le banche hanno continuato ad aprire sportelli e assumere personale al punto tale che oggi sono troppi.

Ieri se una banca voleva crescere bastava aprire sportelli e assumere personale. Oggi se lo fa muore dopo due giorni. Oggi se una banca vuole crescere deve orientarsi al digitale.

Siccome la tecnologia continuerà ad andare avanti, si arriverà al punto in cui più nessuno metterà piede in una filiale e quelle che rimarranno saranno destinate a chiudere perché non potranno reggere il peso dei costi.

Servirà una banca che sia più snella, che non abbia più tutte quelle strutture fisiche che costano molto mantenerle. Una Banca che è schiacciata dai costi non può offrire molta efficienza nei servizi ai propri clienti.

Ma tutto questo cosa centra con te?

Tu risparmiatore, fino a qualche tempo fa potevi disinteressarti di conoscere fino in fondo la banca dove mettevi i tuoi soldi, oggi se non lo inizi a fare arriverà un momento che qualcuno deciderà per le sorti del tuo risparmio.

Mi è capitato di vedere gente che misura la solidità e l’efficienza di una banca:

  • per la filiale megagalattica e pomposa che ha. Salvo poi entrare e non vedere più quelle file di una volta;
  • perché ci lavora l’amico di scuola o il vicino;
  • perché c’è l’impiegata sexy che allieta la giornata solamente a vederla;
  • perché è la banca del territorio dove abbiamo vissuto.

Mentre tu ancora ti trastulli il cervello per la banca di quartiere o per quella che hai vicino casa, la fuori c’è un mondo in continua evoluzione che è pronto ad azzannare coloro che non reggono il passo dei tempi.

➢ Mentre tu per acquistare un telefonino vorresti un concentrato di tecnologia in una mano.
➢ Per acquistare una macchina vorresti qualcosa simile ad un aereo, pieno di sensori, telecamere e un salotto per sedili.

Quando si tratta invece dei tuoi soldi e della scelta della banca, ancora ti sposti tu per andare a fare le operazioni o per ricevere consulenza?

Fai il serio. Non ti nascondere dietro ad una foglia di fico. Inizia ad essere più coerente nelle tue azioni.

Una banca di quartiere, l’unico modo che ha per sopravvivere è associarsi e unirsi con altre più grandi. Il pesce piccolo verrà inghiottito da quello più grosso. E’ la legge di natura.

Quelli che ti dicono:

➢ noi siamo quelli con la storia più antica;
➢ noi abbiamo superato ogni crisi;
➢ noi siamo i primi nel……:

E poi magari:

  • non sono quotati;
  • rappresentano la ventesima banca che è andata a finire in un gruppo bancario molto più grande e che nemmeno conoscono i proprietari;
  • ancora ti fanno andare e ti fanno passare da un metal detector per entrare, come se stessi entrando in un laboratorio radioattivo;
  • non ti danno i servizi al passo con i tempi;

hanno le ore contate.

Leggi il titolo in questo ritaglio di giornale di Venerdì 30 giugno 1967. Probabilmente a quell’epoca non eri ancora nato o se c’eri eri piccolo o magari già iniziavi a lavorare.

Come-vivremo-nel-duemila

Chi nel 1967 pensava e diceva una cosa del genere, sono sicuro che veniva preso per visionario, folle, pazzo da incatenare, rinchiudere al manicomio e buttare via la chiave.

Come è finita poi? I primi telefonini le persone comuni li hanno avuti 30 anni dopo, prima del 2000.

Oggi ti vedresti ad entrare in una cabina telefonica e inserire i gettoni per telefonare?

Come al solito ci sono quelli che si attaccano al tradizionale e subiscono le scelte di chi invece reagendo cambiano le cose e il mondo.

Il progresso è inarrestabile. Non si può spegnere. L’uomo ha per natura la vocazione di migliorare la qualità della propria vita e quella dei servizi che usa ogni giorno e che gli servono per vivere, tra cui anche quelli bancari.

Entiendes?

Non è il più forte o più intelligente a sopravvivere, ma chi si adatta meglio al cambiamento. (Darwin) 

Oggi in merito alle  banche non si devono spostare le persone, si devono spostare i dati. Le persone si devono spostare per le cose importanti.

Una Banca non ti deve dire le cose ovvie e banali che ormai tutti possono conoscere. Ti deve aiutare invece a pianificare il tuo futuro per poterti aiutare a fare cose che oggi nemmeno esistono e ti immagini, ma che impatteranno nella qualità della tua vita in futuro.

I soldi oggi serviranno a te e a tutte le persone nel futuro, per fare cose che ancora non esistono ma che ti aiuteranno a stare meglio.

Se una banca ti parla del passato non ti può far pianificare correttamente i tuoi soldi che dovranno essere utilizzati nel futuro.

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