Piani individuali di risparmio

Piani individuali di risparmio (PIR): quali vantaggi per i risparmiatori?

Hai sentito parlare di Piani individuali di Risparmio abbreviati a PIR e vuoi capire cosa sono, come funzionano e se sono adatti a te?

Dal 1/1/2017 sono stati introdotti questi Piani Individuali di Risparmio (il cui acronimo è PIR) che stando alle attese del governo dovrebbero dare una mano significativa all’economia italiana facendo arrivare finalmente il credito soprattutto alle Piccole e Medie Imprese (PMI) italiane, offrendo anche dei vantaggi ai risparmiatori che decideranno di investire in tali strumenti. Vediamo cosa prevedono.

Cosa sono i Piani individuali di risparmio (PIR)

Il Piano individuale di Risparmio è un “contenitore fiscale” (OICR, gestioni patrimoniali, contratti di assicurazione, depositi amministrati) all’interno del quale ogni risparmiatore, persona fisica, può investire in qualsiasi strumento finanziario (es. azioni, obbligazioni, quote di fondi comuni, ecc.) rispettando determinate regole stabilite.

Tutto ciò nasce dal fatto che il nostro sistema economico è Banco-centrico, ovvero è dipeso e continua a dipendere dalle banche, le quali essendo in profonda crisi di identità hanno chiuso i rubinetti del credito alle aziende e ancor di più alle Piccole e Medie Imprese (PMI), facendo venir meno la liquidità necessaria.

Dunque l’imprenditore con una bella azienda e senza soldi a sufficienza per andare avanti, andando in banca a chiedere credito si è visto sbattere la porta in faccia. Tradotto: non gli hanno dato soldi.

Niente soldi = Niente investimenti = Niente produzione = Meno occupazione = 

+Disoccupazione = Meno consumi,

entrando così in un circolo vizioso dal quale però bisogna uscire.

Per cercare quindi di far dipendere sempre meno le aziende dalle banche e per aiutare la ripresa economica italiana, il governo ha varato con la legge 11 dicembre 2016 n. 232, (legge di stabilità 2017) questi Piani individuali di Risparmio (PIR), il cui obiettivo è quello di veicolare i risparmi delle famiglie verso le Piccole e medie imprese (PMI) italiane.

L’obiettivo è proprio quello di far affluire una parte del risparmio dei risparmiatori verso il settore produttivo.

Vantaggi fiscali dei Piani di Individuali di risparmio (PIR)

Per far arrivare più soldi alle imprese italiane da parte dei risparmiatori, il governo ha introdotto delle agevolazioni fiscali per tutte le persone fisiche che decideranno di investire in un fondo PIR:

  • Esenzione Totale della tassazione sul Capital Gain. Cosa vuol dire? Supponiamo che tu investi 30.000 in un fondo PIR e dopo 6 anni quei 30.000 sono cresciuti e valgono 36.000 e decidi di disinvestire. la differenza tra quanto disinvesti 36.000 e quanto avevi investito 30.000 quindi 6.000 è un guadagno sul capitale (capital Gain) e in teoria ci dovresti pagare la ritenuta fiscale del 26% ma siccome è un PIR e l’hai tenuto per almeno 5 anni, non paghi la ritenuta.
    Quindi quello che disinvesti te lo porti a casa senza un centesimo di ritenuta allo stato.
  • Esenzione Totale della tassazione delle cedole che vengono pagate. Analogo discorso per i proventi che periodicamente il fondo potrebbe prevedere di distribuire. Se mantieni per almeno 5 anni l’investimento nel PIR le somme che percepisci durante tutto il periodo sono esenti dalla ritenuta del 26%. Quindi anche su questi non ci paghi nulla.
  • Esenzione Totale dalle imposte di successione. In caso di morte sulle somme investite nel PIR non si applicano le imposte di successione.

Certamente i Vantaggi offerti sono allettanti ma ci sono anche delle regole e dei requisiti da rispettare che adesso ti descrivo.

Somme investibili nei Piani Individuali di Risparmio

Ogni persona fisica può investire fino a 30.000 per ogni anno solare con il limite complessivo di 150.000 € per ogni persona.

Non significa che devi investire necessariamente 30.000. Ma puoi investire quanto vuoi tu, 5-10-15.000, purchè ti ricordi sempre che puoi investire:

  • massimo 30.000€ per ogni anno solare;
  • e complessivamente non più di 150.000€.

Durata del PIR

Il PIR non ha una durata massima. Potenzialmente può durare per l’intera vita del risparmiatore.

Le cose più importanti da sapere invece riguardano l’agevolazione fiscale prevista.

Per usufruire dell’agevolazione fiscale la somma che viene investita ogni anno nel PIR, deve rimanere investita per almeno 5 anni.

Solo dopo i 5 anni potrai disinvestire la somma investita il primo anno e non pagare la ritenuta fiscale prevista.

Nel caso in cui disinvestirai (anche parzialmente) prima dei 5 anni, dovrai pagare invece la ritenuta fiscale prevista.

Ogni risparmiatore può essere titolare di un solo prodotto PIR, in altre parole se pensi di aprire 3 PIR in tre istituti diversi ho una brutta notizia per te. I 30.000 euro massimi consentiti vanno considerati per codice fiscale.

Ricapitolando:

  • Ogni anno si possono investire massimo 30.000 €
  • Ogni persona fisica può investire massimo 150.000 €  nell’arco della sua vita.
  • La somma che si investe ogni anno deve rimanere investita per almeno 5 anni per godere del vantaggio fiscale altrimenti si perde.
  • Ogni persona fisica può avere intestato 1 solo PIR.
  • E’ un Investimento a medio lungo termine. No un mordi e fuggi.
  • E’ un investimento nell’economia reale.

Vale la pena investire nei Piani Individuali di Risparmio?

Con questo provvedimento varato dal governo inevitabilmente verranno creati tanti PIR e ci sarà l’occasione che arriveranno tanti soldi alle Piccole e Medie Imprese italiane che potranno beneficiarne.

Potranno avere più soldi per fare gli investimenti necessari per lavorare, poter acquistare macchinari, ristrutturare le aziende, perché no assumere qualche operaio e questo meccanismo può aiutare a far lavorare le persone, le quali percepiranno uno stipendio che spenderanno in beni e servizi innescando un circolo virtuoso per l’economia italiana che potrebbe ripartire e nel medio-lungo termine, i tuoi figli o i tuoi nipoti o tu stesso potrai beneficiarne.

Ripartendo l’economia anche gli strumenti finanziari contenuti all’interno del fondo PIR cresceranno e di conseguenza anche il tuo investimento crescerà.

Non pensi quindi che sarebbe utile approfittare di questa agevolazione fiscale introdotta, facendo anche tu la tua parte, investendo nell’economia reale anziché lasciare i soldi a marcire in conto corrente?

Alla prossima

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3 commenti
  1. Massimo Pafumi
    Massimo Pafumi dice:

    Complimenti per l’articolo e per le informazioni date. Ho letto altri articoli al riguardo e non erano cosi chiari come questo. I termini usati in quest’articolo sono molto più comprensibili rispetto ad altri.

    Rispondi

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