Bail in

Bail in e Crisi bancarie: le cose da sapere

Era il 27/6/13 e l’Unione Europea buttava le basi del bail in, decidendo gli attori coinvolti in caso di fallimento delle banche.  La notizia all’epoca è passata quasi inosservata tra i risparmiatori:

  • i più attenti (pochi), chiedendo spiegazioni alle banche hanno ricevuto come risposta un: “per noi tutto apposto”.
  • i meno attenti (quasi tutti), si sono accorti di questo provvedimento due anni dopo, nel 2015.

Ecco l’estratto video del TG1 in cui è stata diffusa la notizia

Domanda: sapevi di questa legge fin dal 2013?

Oppure ne sei venuto a conoscenza due anni dopo nel 2015? Magari in concomitanza con il salvataggio delle 4 banche (Banca Marche, cariChieti, Banca Etruria e Popolare di Ferrara), da quando i telegiornali e i programmi televisivi tematici, hanno iniziato a sollevare il polverone sui soldi persi da decine di migliaia di risparmiatori a seguito del salvataggio.

La domanda che ti ho fatto, alla quale ti chiedo di darti veramente una risposta, non è una domanda per rimproverarti se non l’hai saputo nel 2013, è solo per scuoterti e aiutarti ad aprire di più gli occhi e di smetterla di continuare a ripetere dentro la tua testa: “ma tanto la mia banca è sicura e a me non succederà mai”.

La maggior parte dei risparmiatori che ho incontrato nei seminari informativi, sconoscevano prima del 2015 la normativa sul bail in. Quindi se la tua risposta è: “no, non la conoscevo fin dal 2013”, sei nella media, non è colpa tua, perchè nessuno ti ha informato a suo tempo, tanto più le banche.

Ma il bello deve ancora venire.

Devi sapere che nel 2013 sono stati varati tre provvedimenti che avranno impatti sui risparmiatori ma dei quali loro non sono al corrente:

  1. Fiscal Compact: è un accordo in vigore dal 1 gennaio 2013 che prevede l’obbligo per i Paesi con un debito pubblico superiore al 60% del PIL, di rientrare entro tale soglia nel giro di 20 anni.
  2. CACS è l’acronimo di: Clausole di azione collettive. In pratica ogni paese europeo, quindi anche l’Italia, in caso di necessità può ri-contrattare interessi e scadenze sui titoli di stato con scadenza maggiore di 18 mesi, disattendendo gli accordi originari.
  3. Bail in: è la nuova procedura che descrive chi pagherà nel caso in cui una banca sarà in crisi.

Siccome tutti e tre sono provvedimenti che avranno un impatto sui risparmi degli italiani e probabilmente anche sui tuoi, li affronterò uno a uno con un articolo per ciascuno per aiutarti a capire meglio e per farti acquisire maggiori conoscenze finanziarie.

Perchè si sono inventati il Bail in?

Dal 1 gennaio 2016 l’Unione Europea ci dice che in caso di fallimento di una banca, a pagare devono essere i clienti di quella banca.

Qui è scoppiato il finimondo.

Oddio non è che su questo argomento i telegiornali, i programmi tv abbiano fatto granchè di educazione finanziaria. A parte il terrore seminato tra i risparmiatori non sono andati più in là.

Adesso provo a spiegarti perché il bail in è un bene per te, se non sei coinvolto ☺

Ipotizziamo che la banca Rossi abbia problemi e fallisce.
Fino a ieri, arrivava lo stato e ci metteva i soldi per salvarla.
Domanda: Ma i soldi allo stato chi glieli da? Di chi sono i soldi dello stato che lui usa per salvare le banche?
Risposta: Dei contribuenti. Sono soldi tuoi, miei e dell’intera collettività.

Un’altra domanda: ma se tu non hai niente a che fare e che vedere con la banca Rossi e non sei suo cliente, non hai soldi in quella banca, non hai mai fatto un investimento con quella banca, perché devi contribuire con i tuoi soldi, che hai già versato allo stato attraverso le tasse, per salvare la banca Rossi?

Se vicino casa tua c’è un’azienda che produce pantaloni e fallisce, e tu non sei ne un socio, ne hai prestato soldi a questa azienda e ti venissero a dire: “metti i soldi per salvare l’azienda”, tu come reagiresti?

Sicuramente diresti: “Io metto i miei soldi? Ma quando mai… loro hanno combinato quello schifo e loro se lo piangono.”

Corretto? Oppure ami essere con i tuoi soldi il salvatore di chi è in fallimento?

Immagino proprio che ti scoccerebbe che i tuoi soldi venissero usati per salvare qualcuno con cui tu non hai mai avuto a che fare.

L’Unione Europea quindi è venuta in aiuto e ha messo finalmente un fine a tutto questo dicendo che:
se la banca Rossi fallisce, basta aiuti di stato, basta che i soldi che paghi in tasse come contribuente devono servire per risanare la banca in crisi, se la banca fallisce pagherà chi ha avuto qualche forma di interesse in quella banca.

Quindi tu che non sei cliente della banca fallita, mentre prima i tuoi soldi venivano usati per annacquare le malefatte di altri, oggi non più. Chi continuerà a stare in quella banca in crisi, pagherà.

E’ giusto o no?

Ecco quindi come funzionerà il bail in e chi pagherà:

Dal 1 gennaio 2016 il risparmiatore deve stare più attento alle vicende bancarie anche della propria banca e deve acquisire maggiori conoscenze finanziarie, perché non funziona più come 10 anni fa. Oggi l’ignoranza finanziaria si paga.

Ma per i risparmiatori che hanno meno di 100.000 € cosa può succedere?

In Italia, l’organismo deputato a garantire la tutela del depositi è il Fondo Interbancario di tutela dei depositi che garantisce i depositi fino a 100.000 euro.

Quando accade che una banca ha un problema, arriva un commissario che intanto blocca tutti i prodotti della banca, compresi i conti correnti al di sotto dei 100.000 euro e qualsiasi operazione viene disabilitata fino a quando il buco non viene risanato e le somme vengono sbloccate.

Questa procedura di salvataggio può durare anche alcuni mesi.
E’ già successo a Banca Network, nel caso specifico le persone hanno aspettato 72 giorni prima di prelevare un euro. Ma tu e lo immagini a non poter prelevare i tuoi soldi per 72 giorni?

Questo nuovo scenario fa scattare quindi una domanda: Come fare per scegliere una banca sicura?

Oggi per un risparmiatore tenere i soldi in una o in un’altra banca non è la stessa cosa, perchè le banche non sono tutte uguali ed è sempre utile conoscere lo stato di salute del proprio istituto di credito.

Alla prossima.

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