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Bad Bank: cos’è e come funziona?

bad bank, letteralmente significa banca sporca. Per renderti l’idea è come il centro si smaltimento di rifiuti tossici e radioattivi. In questa bad bank vengono riversati tutti quei titoli tossici delle banche che non riescono a ripulirsi da soli.

Il sistema bancario italiano ha tanti prestiti non rimborsati. Sono soldi che le banche hanno prestato agli amici imprenditori, alle famiglie e questi non glieli hanno più restituiti. Per dare un nome a tutto ciò, è stato coniato il termine evocativo: “sofferenze”, cioè soldi che le banche hanno perso definitivamente.

L’Italia ha più di 200 miliardi di vere e proprie sofferenze all’ultimo aggiornamento dai dati di Banca d’Italia.

Ecco l’andamento delle sofferenze lorde negli anni.

Sofferenze-lorde-bad-bank

Come vedi dal seguente grafico, non stiamo parlando di bruscolini:

Ecco come funziona la Bad Bank, adesso provo a spiegarti il meccanismo. 

Supponiamo che una banca (definita “banca malata”) abbia 1.000.000 € di crediti deteriorati (mutui, prestiti fatti a persone o imprese che non sono in grado di ripagarli).

La banca per legge deve svalutare i crediti che prevede che non verranno più rimborsati dai clienti.

In altre parole significa che la banca, fatto 100 il credito, deve indicare nel bilancio quanto prevede di riuscire a recuperare di quei 100, mentre la restante parte deve inserirla come perdita.

Supponiamo che la banca ipotizza di recuperare solo il 40% dei crediti (quindi 400.000 €), significa che il 60% (600.000 €) o lo svaluta totalmente, inserendo 600.000 come perdita nel bilancio, oppure lo deve vendere ad un prezzo pari almeno a 600.000 € per andare pari, perché se vendesse a meno, ad esempio a 500.000 €, avrebbe una perdita di 100.000 € che dovrebbe inserire come perdita.

E qui entra in gioco la Bad Bank la quale per ripulire i bilanci delle banche da queste porcherie si compra quei crediti deteriorati. Ma non se li comprerà al valore nominale, cioè quanto valevano originariamente, nell’esempio di sopra 600.000 €, ma si stima che li comprerà ad un prezzo intorno al 20%-30% del valore nominale, ovvero ritornando all’esempio di prima da 120.000 € a 180.000 €.

Ciò significa che le banche italiane dovranno affrontare ulteriori perdite per la differenza.

Una volta comprati questa montagna di crediti deteriorati, la bad bank emetterà delle obbligazioni da vendere sul mercato a chiunque vorrà acquistarli. Tecnicamente sono delle cartolarizzazioni e si chiamano Abs, ossia Asset Backed Securities.

Tu compreresti un titolo obbligazionario di questo tipo?

Il debitore già non pagava prima, chissà se pagherà poi e quindi chissà se i tuoi soldi ti verranno restituiti.

Infatti a tentare di rendere un po’ sicuri questi titoli, almeno sulla carta, entra in gioco la garanzia dello stato. Lo stato farà da garante solo per una parte delle obbligazioni e non per tutti perché diversamente la garanzia sembrerebbe un aiuto di stato, cosa che l’Europa e la Bce hanno vietato.

Quindi lo Stato garantirà soltanto le tranche senior delle cartolarizzazioni, cioè quelle più sicure, che sopportano per ultime le eventuali perdite derivanti da recuperi sui crediti inferiori alle attese. Non si potrà procedere al rimborso delle tranche più rischiose se non saranno prima state integralmente rimborsate le tranche senior garantite dallo Stato.

Lo Stato rilascerà la garanzia solo se i titoli avranno preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore all’Investment Grade, da un’agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista delle agenzie accettate dalla BCE.

C’è da dire anche che molti scandali finanziari (Enron, crack Parmalat, Tango Bond) sono avvenuti quando i titoli, per varie ragioni, sono passati da un rating investment grade a default, in quanto gli scenari contabili nel frattempo erano cambiati.

Ecco il comunicato del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF)

Con questa operazione, la banca malata diventa una banca pulita e la Bad Bank diventa una banca tossica.

Lo stesso meccanismo è stato attuato qualche mese fa quando hanno salvato Banca delle Marche, Banca Etruria, Carichieti e Cassa di risparmio di Ferrara.

Come hanno fatto?

Hanno ripulito ciascuna banca fallita dalle porcherie che aveva in pancia, per intenderci hanno tolto tutti quei crediti deteriorati, ovvero prestiti che ciascuna banca aveva fatto negli anni precedenti e che non ha avuto rimborsati.

Per ciascuna delle quattro banche hanno separato la parte buona da quella cattiva e tossica.

L’ammontare delle tossicità di queste banche, stimate in 8,5 miliardi di €, sono state riversate su una bad bank.

Alla prossima.

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